St. George’s Institute: imparare l’inglese, tra Svezia e Floorball

Giocare a Floorball, andare in Svezia ed imparare l’inglese. Cosa unisce le tre esperienze? Lo racconta Daniele.

Il Floorball è lo sport di oggi e diventerà lo sport di domani. Durante i 30 anni di storia “floorball”, lo sviluppo e la crescita di questo sport è stato incredibile. Da quando è stata fondata la Federazione Internazionale nel 1986 in Svezia, il floorball si è diffuso in tutto il mondo ed è ora giocato in oltre 60 Paesi.
Il mio primo contatto con il paese scandinavo – ci racconta Daniele – non c’entra con lo studio delle lingue, con il viaggiare o con il vivere in un paese straniero eppure è lì che mi ha portato”.
Daniele frequentava il liceo quando la professoressa di educazione fisica presentò il floorball, uno sport di stampo hockeistico senza pattini, con una pallina invece del disco, senza necessità di protezioni, decisamente molto meno fisico dell’hockey. Senza porsi troppe domande, Daniele continuò a giocare solo nell’ambito scolastico, finché partecipando al primo torneo conobbe il responsabile-organizzatore degli incontri di floorball.

Il responsabile fu la prima persona svedese che Daniele avesse mai incontrato e conosciuto dal vivo, agevolato dal fatto che parlasse italiano già benissimo. Il suo inglese era pessimo, per non parlare dello svedese, pressoché nullo. Da quell’incontro, Daniele scoprì che questo stranissimo sport era nato in Svezia una decina di anni prima di lui e si stava diffondendo anche in Italia
Questi ragazzi che giocavano a Floorball, si trovavano in Italia per lavoro o per diletto ma soprattutto in mobilità con il progetto Erasmus, per studiare l’Italiano.

Daniele prese una decisone coraggiosa: avrebbe puntato nell’altra direzione, verso la fredda Svezia.

I nuovi arrivati dovevano imparare l’italiano, perché in Italia senza conoscere la lingua, ovviamente, le difficoltà raddoppiavano ma anche Daniele avrebbe dovuto imparare l’inglese se voleva o avesse voluto avere qualche speranza di viaggiare, andare e restare in Svezia.
Imparare l’inglese, dunque: avete letto bene cari lettori, perché li l’80% della popolazione parla inglese fluentemente ed in maniera sapiente.
Se siete rimasti “sbigottiti” e vi state chiedendo il perché, a tutto c’è una risposta. Prima di tutto la forte influenza anglofona, in Svezia, molto presente, essendo la Gran Bretagna molto vicina geograficamente: tant’è che anche la struttura grammaticale, è molto simile.
La Svezia ha investito poi, da subito, sull’insegnamento e apprendimento di lingue straniere come per esempio l’inglese ma anche di diverse altre importanti lingue, tra cui il tedesco, considerati i numerosi rapporti commerciali con la vicina Germania.
La Svezia per esempio, non doppia i film. Il doppiaggio (con bravissimi doppiatori ed attori italiani) è un fenomeno tutto italiano. Gli svedesi, anche nei film e telefilm, mantengono la loro lingua originale, inserendo solo i sottotitoli: questo rende il contatto con le altre lingue, molto più frequente e più efficace poiché risulta sia visivo che uditivo.
Daniele si pone un obiettivo pratico e coraggioso, per vivere in Svezia: imparare la lingua. Inizia quindi ad amare, pensare, imparare seriamente la lingua inglese.
Il suo primo passo è stato quello di seguire un programma, con un metodo molto preciso: seguire un corso di lingua almeno 2 volte a settimana, integrandolo con una visione di film in inglese, ovviamente, non doppiati.
Per quanto riguarda il suo progetto Erasmus, lo racconteremo nel prossimo articolo…!

Il St. George’s Institute, scuola di Lingue a Roma, si propone come una delle migliori scuole di lingue nella Capitale. Vi aspettiamo per conoscere i nostri corsi ed entrare nel mondo delle lingue, aumentando la vostra esperienza di vita e di lavoro.

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Scuola di lingue con tre sedi a Roma e specializzata nell'insegnamento delle più importanti lingue europee.

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