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St. George’s Institute Roma: voliamo in Lapponia per Natale

Conoscere le lingue è davvero molto utile: vogliamo raccontarvi una storia e partire da questo spunto.

Natale è ormai alle porte, l’atmosfera si fa leggera e gioiosa ma non tutti riescono a vivere e “sentire” lo spirito natalizio nello stesso modo.
Il nostro amico Jorgen ci proietta ora e ci trasporta in un viaggio in Lapponia, nella parte nord della Svezia, per raccontarci una storia curiosa e molto interessante.

Jorgen è svedese e vive in Italia da ormai 20 anni, trovandosi molto bene, bontà sua.
Ama molti aspetti della nostra Italia: l’arte, la cultura, il cinema, la buona tavola. La cucina italiana, il clima e la generosità delle persone compensano di gran lunga problemi gravosi come la burocrazia, la non lungimiranza politica, un certo senso di “lasciarsi andare” e di frustrazione che ha preso e pervaso molti connazionali.

Tra i tanti pregi dell’Italia,  perché vogliamo giustamente ricordarli, non dimentichiamo la straordinaria ricchezza culturale ed artistica, un patrimonio culturale inestimabile che andrebbe sempre difeso; visitando le varie Regioni e le tante realtà cittadine, non solo le grandi città,  possiamo conoscere tanti piccoli paesi “sconosciuti”, con una propria storia e bellezza architettonica incredibili.

Sicuramente Jorgen ha anche numerosi momenti di nostalgia, come è giusto che sia; ci sono momenti dell’anno in cui sicuramente avverte alcune mancanze.
Una di queste è il Natale: il nostro amico fatica nel sentire l’atmosfera natalizia considerando i 15 gradi fuori delle nostre città, in un clima tutto sommato mite anche nelle peggiori giornate invernali.
In Svezia la definizione meteorologica di inverno si intende quando la temperatura media è sotto zero gradi. Se la media sale sopra 10 gradi, per gli svedesi, è ancora estate.

Per chi non teme il grande freddo dell’inverno nell’estremo nord della Svezia. tra ciaspolate, pesca sui laghi gelati, escursioni nei villaggi storici, immaginiamoci immersi in un magico mondo tutto bianco, coperto da metri di neve; la natura vestita di bianco tra alberi incantati, dove in questo periodo dell’anno per un mese intero il sole non sale mai sopra l’orizzonte.
L’unica luce naturale viene dalle stelle e dal bianco della neve.

Ci troviamo in Lapponia, nel nord della Svezia. Una superficie stimata un terzo dell’Italia ma con soli 95.000 abitanti.

Una provincia dove nonostante le difficoltà climatiche, ben 27 anni fa è nata l’idea che oggi è una delle più grandi e famose attrazioni turistiche del mondo: L’IceHotel, l’albergo di ghiaccio a Jukkasjärvi.

Precisamente l’albergo di ghiaccio più grande del mondo si trova vicino alla città di Kiruna, a circa 1.200 chilometri da Stoccolma e a 200 km dal Circolo Polare Artico.

Yngve Bergkvist lavorava nel turismo e durante l’estate organizzava viaggi turistici di avventura con rafting sui grandi fiumi, mentre durante l’inverno non arrivava nessuno. Rari, rarissimi, pochi i turisti presenti.

Ispirato dalla tradizione giapponese delle sculture di ghiaccio, Bergkvist ebbe l’idea di invitare scultori giapponesi ad un workshop; i partecipanti chiesero di potere dormire nella casa di neve creata per ospitare le sculture. Forniti di sacchi a pelo e di pelle di renna furono entusiasti di passare la notte fredda, ghiacciata, in questo modo avventuroso ed originale.
Da questa iniziativa nacque dunque l’idea dell’albergo di ghiaccio.

E’ stato il primo hotel di questo tipo a essere costruito, dove stanze, bar, la reception, i letti e tutto il resto sono fatti interamente di ghiaccio; il loro design viene affidato ogni inverno a famosi architetti e artisti provenienti da tutto il mondo.
I proprietari consigliano di trascorrere una sola notte in una delle stanze di ghiaccio, benché all’interno la temperatura oscilli tra i -8°C e i -5°C mentre fuori raggiunga picchi di -40°C.

L’IceHotel è notissimo ormai in tutto il mondo, offre 65 camere, saune e zone relax. Non manca nemmeno il terrazzo sul tetto dell’albergo, da cui ammirare l’aurora boreale e una chiesa per chi decida di sposarsi in questo luogo magico e insolito come è appunto una struttura realizzata interamente di ghiaccio.

Diamo qualche curiosità:
Ogni anno vengono presi enormi blocchi di ghiaccio – del peso di due tonnellate – dal fiume Torne per ricostruire l’albergo ogni anno.
Ogni anno infatti viene organizzata una gara dove artisti da tutto il mondo possono presentare i loro progetti e le loro idee per realizzare una camera dell’albergo.
I progetti più creativi e originali, giudicati fattibili, vengono scelti per realizzare le suite dell’hotel.
Le camere vengono utilizzate soltanto per dormire; di giorno, invece, sono un museo da ammirare per i tanti turisti che affollano curiosi l’albergo, per i quali è previsto l’accesso e la visita, in uno speciale tour “glaciale”.

Anche la reception è ovviamente creata in ghiaccio, come anche il bar (Ice-bar) il bancone bar con i sedili rigorosamente in ghiaccio. E come potrebbe essere il drink sorseggiato in totale relax? Ovviamente, “on the rock’s”!

Per godere poi appieno della splendida e silenziosa natura, Jorgen consiglia una gita in slitta, trainata dai cani.
L’IceHotel è una straordinaria meta turistica in ogni momento dell’anno, soprattutto tra Natale e Capodanno. Un successo incredibile che vede la presenza di oltre 50.000 visitatori e ospiti durante l’anno.

Chiudiamo come abbiamo iniziato: conoscere le lingue offre una grande opportunità di vita e di lavoro, ma anche di creatività e prospettive!

Il St. George’s Institute, scuola di Lingue a Roma, si propone come una delle migliori scuole di lingue nella Capitale. Vi aspettiamo per conoscere i nostri corsi ed entrare nel mondo delle lingue, aumentando la vostra esperienza di vita e di lavoro.

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Scuola di lingue con tre sedi a Roma e specializzata nell'insegnamento delle più importanti lingue europee.

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